
Riflessioni su una progettazione sostenibile
di Monica Graffeo
Ho sempre pensato al design come ad un modo per migliorare il mondo e in alcuni campi ciò effettivamente accade: nella disabilità, nei progetti per i paesi in via di sviluppo, nella sanità.
Nel settore in cui mi sono trovata ad operare, l'arredamento, questo obiettivo è meno facilmente ottenibile: è difficile migliorare il mondo con una poltrona! ...però mi piace pensare di poter cambiare in meglio la visione delle cose della persona che la usa, aumentandone il grado di benessere e soddisfazione.

Fortunatamente oggi anche nel settore dell'arredamento esiste la possibilità reale di lavorare in termini sociali-etici, ad esempio ponendo attenzione alla sostenibilità ambientale: le aziende sono più sensibili di un tempo, le risposte serie al problema esistono e sono di più facile approccio anche in termini commerciali..

Personalmente sto cercando una risposta a questa problematica attraverso un percorso di ricerca su oggetti compatti nella spedizione: smontabili, impilabili o scomponibili. Questo perché uno degli aspetti meno sostenibili dei prodotti d'arredo è l'inquinamento che producono con il loro trasporto su ruote: rendendoli compatti, nello stesso spazio, ne stanno di più, quindi meno mezzi di trasporto e meno inquinamento.

Naturalmente l'uso di materiali riciclabili o 'puliti' è importante, ma io credo di più nella sostenibilità della progettazione: che bisogno c'è di dismettere un oggetto ben progettato, fatto per durare nel tempo, che funziona bene, cui sono affezionato? I grandi maestri hanno prodotto oggetti intrinsecamente sostenibili, oggetti che puoi passare ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli: per questo la loro lezione diventa oggi più che mai attuale.

Conclusi gli studi nel 1996 presso la Scuola Italiana Design di Padova, ho iniziato lo stesso anno l'attività di designer a fianco di Gabriele Centazzo. Dal 1998 collaboro con Kristalia, prima come designer interno e poi dal 20 05 come esterna. Dal 1996 al 2005 ho insegnato presso la Scuola Italiana Design di Padova. Nel 2003 ho ricevuto il primo premio Young & Design con la seduta Boum prodotta da Kristalia e nel 2004 il secondo premio Young & Design per la sedia Mints prodotta da Arflex, mentre nel 2005 la chiase longue Lazy Mary, prodotta da Disguincio, vince il Good Design Award. Alcuni miei progetti sono stati esposti alla Triennale per la mostra 'Il paesaggio mobile del design' nel 2007 e a Torino nella mostra 'D come Design' nel 2008. Recentemente ho lavorato con Lago, Plust, Coin, Mohdo, Ciacci-Kreaty, Geelli, Italamp.

CLIENTS: Kristalia, Arflex, Disguincio, Lago, Plust, Coin, Mohdo, Ciacci-Kreaty, Geelli, Italamp.
